Parrocchia San Michele Arcangelo
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Il Parroco e tutta la Comunità vi danno il benvenuto nel sito della Parrocchia San Michele Arcangelo. Troverete notizie, orari, attività, avvenimenti e molto altro ancora.

Auguri Pasquali

Nel formulare i miei auguri pasquali a voi tutti che visitate il sito della nostra parrocchia desidero farlo con le parole dette da un parroco alla sua comunità circa cinquant’anni fa, ma che esprimono quanto desidero augurare a ciascuno di voi oggi:

Il Signore Gesù ha un suo metodo, un modo d’agire e di comportarsi che non va d’accordo con la nostra logica.  La nostra maniera di ragionare ci sembra molto più intelligente, molto più efficace e più utile della sua ed esige minor dispendio e minore sforzo.

Noi, che siamo gente molto ragionevole, avremmo messo insieme un mondo fatto a questa maniera, ma avremmo tolto la bellezza alle cose, perché la bellezza di ogni creatura è nella sua capacità di rinnovarsi.

Miei cari fratelli, la religione nostra è una religione di novità.  Non c’è niente di vecchio anche se voi, qualche volta, avete l’impressione che tutto qui, nella Chiesa, si ripeta secondo una tradizione secolare che non ha più nulla che vi possa incuriosire.

Non ci costringe ad essere buoni.  Ci ha indicato la strada dandoci la sua legge, che è stata scritta nei nostri cuori prima ancora di essere rivelata attraverso Mosè.  Poi, è venuto Lui stesso a segnare la strada con il suo esempio e ci ha detto: «Chi vuol venire dietro a me, prenda la sua croce e mi segua».  Egli ci ha dato l’esempio ma non ci costringe a seguirlo.  Chi vuol seguirlo lo segue e chi non vuol seguirlo non lo segue.  C’è la pecora che vuol perdersi e si perde e c’è la pecora che rimane accanto a Lui.  Egli andrà alla ricerca della pecorella smarrita, ma non imporrà agli altri di rimanere nell’ovile.

Ecco il senso di libertà che noi vediamo consacrato dal mistero della passione, della morte e della resurrezione di Gesù.  Voi mi direte: ma allora saremo sempre da capo e ci saranno sempre delle miserie nel mondo, perché ci saran sempre delle teste che non ragionano, delle pecore che andranno fuori strada, dei cristiani che rinnegheranno il Cristo, della gente che non troverà mai la strada buona.  Certo ! … Vorreste voi mettere nel mondo una legge diversa da quella del Cristo?  Se il Signore ci sopporta come siamo, il Signore rispetta la nostra libertà, le nostre ribellioni, le nostre resistenze.  Vorreste voi obbligare la gente a camminare quando non ha voglia di camminare?  Cosa ne fareste di una religione da galeotti, di una Chiesa prigione?  Che cosa ne fareste di un mondo in cui tutti fossero costretti a seguire una stessa regola, a camminare allo stesso modo, a vestirsi alla stessa maniera, a cantare dietro ordine, a camminare dietro ordine? …

Ci sono purtroppo di quelli che vorrebbero rifare il mondo e trovare la salvezza a questa maniera. Essi dimenticano che Dio è il custode della libertà umana.  Egli è garante della libertà, contro l’uniformità degli uomini, contro il desiderio di fare del mondo una caserma per poter far stare tutti bene.

Il Signore ha accettato l’insuccesso; ha accettato di essere dichiarato impotente: e davanti agli uomini che qualche volta l’irridono, ha rinnegato persino la sua onnipotenza per rispettare la nostra libertà.  Il Signore permette l’inverno, ma poi fa la primavera; permette che noi ci rompiamo la testa, ma poi ce l’accomoda; permette che noi facciamo il peccato, ma poi ci perdona.  Il Signore permette che noi deviamo dalla strada buona, ma poi, quando la strada diventa un baratro, eccolo con le sue braccia aperte come la croce, ad indicarci il nostro sbaglio, a riprenderci amorevolmente per riportarci sul giusto sentiero.  Questo è il metodo del Signore.

Non vi piace? Non siete contenti di essere trattati con tanta bontà, con tanta larghezza e con tanta libertà?  Non siete contenti di non essere costretti a fare il bene, a fare il galantuomo?  Voi siete liberi!  Potete spergiurare, potete dire menzogne; potete commettere tutto quello che volete!… Il Signore è in croce proprio per questo: muore in croce perché noi non siamo buoni.  Egli non è indifferente, come non è indifferente vostra madre se non vi prende per il collo e non vi costringe a stare in casa quando voi volete andare a perdervi.

Ecco quello che io vorrei che voi capiste come una delle lezioni più grandi della misericordia di Dio.  Noi dobbiamo ringraziarlo per questa libertà che ci ha dato.  La professione cristiana non è qualcosa di obbligato e di forzato, ma è una semplice, spontanea, cordialissima adesione da parte nostra.  Dobbiamo ringraziarlo perché Egli è il solo che ci rispetta.  Nessuno ci ha obbligato ad inginocchiarci nella Pasqua; nessuno ci ha portati qui alla balaustra; nessuno ci ha portati in chiesa; nessuno ci obbliga ad essere buoni.

C’è soltanto un invito: l’invito divino che ha la capacità di rifare, di rimettere a posto, di ricostruire.  La primavera è bella perché essa è la ricostruzione, da parte dell’onnipotenza di Dio, della natura che nell’inverno è venuta meno.  E così, vedete, la Pasqua è bella non perché il Signore si sia sottratto alla morte, ma perché ha vinto la morte; non perché ha impedito agli Ebrei di essere dei deicidi, ma perché ha perdonato ai deicidi.  La Pasqua è bella perché è il segno della misericordia di Dio che ha impresso, sul volto di ogni uomo, i segni della Redenzione.

Noi possiamo diventare cattivi, ma Cristo rimane infinitamente buono e infinitamente aperto alle nostre miserie.  Vale di più saper ricostruire che distruggere.  E questo è il segno più bello della bontà onnipotente ed inesausta di colui che è venuto ad aprire il Paradiso su questa terra.

 Voi sapete cos’è il Paradiso ? Il paradiso è sentire che c’è un cuore divino che non si stancherà mai di battere per l’uomo, anche se l’uomo lo rinnega; che c’è qualcuno che non si stancherà mai di spalancare le sue braccia, anche se noi andiamo lontano.  Qualcuno che è disposto a lasciarsi spaccare il cuore per dare un porto a questo povero mondo.

don Primo Mazzolari