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Ministri Straordinari articoli febbraio 2011

Essere Ministro Straordinario della Comunione Eucaristica – 26 febbraio 2011

Il ventisei febbraio scorso mi è stato conferito, dal vescovo di Trapani,  S.E. Mons. Francesco Miccichè, il mandato ad esercitare il Ministero Straordinario della Santa Comunione nel corso di una solenne concelebrazione che si è tenuta nella cattedrale di San Lorenzo dopo un iter formativo di sette incontri tenutosi presso il seminario vescovile.

È stato per me un momento di grande commozione; pensare infatti che dovrò andare a casa di coloro che vivono il mistero della sofferenza portando loro il conforto della Parola di Dio proclamata nella Liturgia domenicale e l’Eucaristia, culmine e centro del culto cristiano è motivo per me di grande gioia e nello stesso tempo di grande responsabilità.

Sono, infatti, consapevole che questo ministero che mi è stato affidato non è una gratificazione o un privilegio personale accordatomi, ma un servizio comunitario che risponde ad una necessità dei fedeli, soprattutto infermi.

Mi sento quindi un inviato della Chiesa incaricato a portare a coloro che soffrono, col massimo dono della fede, la parola di Dio e l’Eucaristia, che per loro rappresentano il più efficace sollievo spirituale e morale.

Portare la santa Comunione al domicilio degli anziani, ammalati ed infermi impossibilitati a recarsi in Chiesa è lo scopo principale per cui è stato istituito tale ministero. Dovrò portare Gesù a coloro che hanno più bisogno di Lui, specialmente nei giorni festivi ed in contiguità con le celebrazioni liturgiche in modo da creare il senso della “comunità celebrante” con tutti i fedeli compresi anziani ed ammalati.

Bisogna anche considerare che i bisogni dell’ammalato non sono soltanto spirituali; pertanto, mi appare chiaro che il mio compito di Ministro straordinario non si conclude solo nel portare la comunione a persone che per malattia o anzianità non possono recarsi in Chiesa, ma anche nell’esercitare una presenza di accompagnamento e di consolazione. Il Ministro Straordinario della comunione Eucaristica non deve quindi lasciare solo l’ammalato nella sua esperienza di malattia ma deve garantire quella presenza di misericordia e di consolazione che è dono del Cristo stesso.

Essere quindi ministro della chiesa, contrariamente al comune linguaggio che definisce colui che si pone per poteri, importanza o qualità al di sopra degli altri, significa fare proprio il principio proclamato da Gesù: porsi al servizio degli altri, essere il servo dei servi.

Possa Maria, che è Madre della Chiesa, intercedere per me affinché possa adempiere, nel miglior modo possibile, al mandato che il vescovo mi ha conferito a gloria di Dio e spero tanto che non mi manchi mai l’entusiasmo, l’impegno e l’attenzione verso il mondo della sofferenza; bisogna che si capisca bene che Gesù non è presente solo nel tabernacolo ma è anche presente in chi è piegato dal dolore (ero ammalato e sei venuto a visitarmi).

di Gaspare Vivona

Conferimento mandato ai nuovi Ministri straordinari – 26 febbraio 2011

Nella Cattedrale S. Lorenzo di Trapani, il 26/02/2011, S.E. il Vescovo, Mons. Francesco Miccichè, ha conferito, durante la Concelebrazione Eucaristica, il mandato a 60 nuovi Ministri straordinari della Santa Comunione, fra i quali il nostro parrocchiano Gaspare Vivona. Fu la sollecitudine pastorale di Paolo VI, mediante l’Istruzione “Immensae Caritatis” del 29/01/1973 ad istituire il “Ministro straordinario della Comunione”. Ciò avvenne per favorire l’esigenza di offrire a tutti i fedeli che lo desiderassero, soprattutto malati e anziani, di accostarsi alla Santa Eucarestia “presenza salvifica di Gesù nella comunità dei fedeli e suo nutrimento spirituale” (cfr. Giovanni Paolo II, Ecclesia de Eucharistia, 9).

Così si è espresso S.E. il Vescovo durante l’omelia: “Voi portate non solo Gesù, pane di vita eterna, ma prestate anche un servizio di conforto della Parola e soprattutto di ascolto”.

Nella nostra Diocesi sono circa 750 i fedeli che prestano questo servizio. Il mandato di Ministro straordinario viene conferito unicamente dal Vescovo su segnalazione dei singoli parroci ed è temporaneo. Il fedele designato deve essere debitamente preparato e distinguersi per fede, vita cristiana e condotta morale.

Il Ministro straordinario deve essere autentico testimone e strumento dell’amore di Dio tra i fratelli:  “servire Dio e servire i fratelli” (dall’omelia del Vescovo).

di Anna Asaro